Helicobacter Pylori: la verità sul batterio della gastrite

HelicobacterL’ helicobacter pylori è considerato da tempo il batterio responsabile della gastrite e della sua evoluzione in ulcera gastrica.

Ma è proprio così? O meglio, l’Helicobacter è la prima causa di gastrite o una conseguenza di una gastrite non curata bene e di un ambiente digestivo intossicato?

In questo articolo vediamo di rispondere a queste domande tenendo conto dell’esperienza fatta in questi 30 anni.

L’helicobacter venne scoperto casualmente nel 1982 in un paziente che soffriva di ulcera. Fino ad allora non si sapeva che un batterio potesse sopravvivere all’acidità dei succhi gastrici.

La contemporanea presenza di leucociti nello stomaco del paziente venne considerata come la conferma che l’ulcera dipendesse dal batterio.

Cos’è l’ helicobacter pylori ?

È un batterio che ha una forma contorta dotato di flagelli, con i quali si aggancia alle cellule epiteliali dello stomaco e si sviluppa a partire dalla zona del piloro.

Il piloro è la valvola che regola il passaggio degli alimenti digeriti dallo stomaco all’intestino.

Il batterio deve la sua sopravvivenza nello stomaco alla capacità di produrre l’ureasi, un enzima che libera ammoniaca e neutralizza l’effetto degli acidi gastrici. In pratica è come se il batterio fosse protetto da un “mantello” che lo preserva da ogni aggressione esterna.

Oggi sappiamo che la maggior parte della popolazione mondiale presenta l’helicobacter pylori nello stomaco senza però sviluppare una gastrite o un’ ulcera.

Solo il 10/15 % della popolazione che presenta l’helicobacter si ritrova a soffrire di gastrite.

Perché è considerato il responsabile della gastrite?

La medicina ufficiale ritiene che gli enzimi prodotti dal batterio causino irritazione a carico della mucosa gastrica, e il sistema immunitario risponda a questa aggressione richiamando leucociti nello stomaco e innescando un processo infiammatorio.

A livello statistico si vide che l’eradicazione riduceva il rischio di ulcera alla “bocca” dello stomaco e il tumore gastrico nei pazienti trattati.

Si ritenne quindi che il batterio fosse il vero responsabile della gastrite e andasse eliminato in tutti i pazienti che risultavano positivi alla sua presenza.

Da allora l’indicazione data ai gastroenterologi fu quella di eradicare il batterio sempre e comunque.

Quali sono le più recenti scoperte sull’ helicobacter pylori?

Gli studi più recenti hanno dimostrato che in alcuni pazienti a cui veniva eradicato il batterio aumentavano le ulcere e i tumori nell’ultimo tratto dello stomaco. Quindi il problema iniziale non era stato eliminato del tutto.

Ma soprattutto, i ricercatori riscontrarono che aumentava la frequenza del reflusso gastroesofageo in molti casi.

La conseguenza è che aumentavano le esofagiti da reflusso e i tumori esofagei.

Da alcuni anni la stessa comunità scientifica si interroga sull’ opportunità o meno di eradicare il batterio in tutti i pazienti con gastrite.

Tutti sono concordi nell’affermare che la presenza di helicobacter sia “protettiva” verso la comparsa o il peggioramento del reflusso gastroesofageo.

Ma allora cosa rende nocivo l’ helicobacter pylori?

Si è scoperto che il batterio era già presente nello stomaco dei nostri antenati e si suppone la sua esistenza già 60.000 anni fa.

Nel 2007 un team di scienziati ha pubblicato uno studio sulla rivista “Nature” che racconta l’esito di queste ricerche scientifiche.

A quanto pare, l’helicobacter pylori è stato un ospite abituale e non patologico del nostro sistema digestivo da molto tempo, incapace di per sé di provocare danni allo stomaco.

Quindi gli studiosi hanno definito che solo un ambiente digestivo intossicato faccia proliferare l’helicobacter pylori in modo patogeno.

Il problema non è quindi la sua presenza, ma la sua eccessiva riproduzione in uno stomaco alterato da tossine acide.

Sappiamo che per avere una digestione gastrica corretta dobbiamo avere un equilibrio tra ph digestivo, muco protettivo, enzimi digestivi.

Quello che è cambiato in modo drastico negli ultimi decenni  è stata la nostra alimentazione che si è fatta povera, disequilibrata e poco salutare.

Inoltre è aumentata enormemente la quantità di farmaci che utilizziamo abitualmente.

A creare un ambiente digestivo favorevole alla riproduzione patogena dell’helicobacter sono certamente una alimentazione disordinata e un abuso di farmaci.

Per saperne di più sull’intossicazione alimentare e da farmaci ti invito a leggere il report gratuito sulla gastrite: “Tutta la verità su cibo e farmaci”.

Dunque le tossine acide che si accumulano nel sistema digestivo fanno proliferare l’helicobacter, che a sua volta può favorire una gastrite cronica che può produrre un’ulcera.

Quando è necessario eradicare il batterio?

Le nuove evidenze scientifiche suggeriscono che non sia opportuno eradicare il batterio sempre e comunque nelle persone che soffrono di reflusso gastroesofageo. La valutazione deve essere fatta dal medico in base ai dati in suo possesso.

In questo campo, come in molti altri della medicina, i pareri non sono concordi e alcuni gastroenterologi ritengono comunque di eradicare sempre il batterio…

Ovviamente il medico potrà effettuare a sua discrezione ulteriori test diagnostici per stabilire l’opportunità di eradicare o meno l’helicobacter.

Come si diagnostica l’ helicobacter pylori ?

La diagnosi di Halicobacter pylori nello stomaco del paziente viene effettuata solitamente in 4 modi:

  • Test del respiro ( Urea Breath Test ): rileva la presenza di urea legata all’anidride carbonica nel respiro del paziente, che indica la positività al batterio nello stomaco.
  • Prelievo di sangue: nel sangue del paziente è possibile rintracciare gli anticorpi anti-halicobacter prodotti dal sistema immunitario.
  • Esame delle feci: poichè il batterio viene eliminato per via fecale è possibile individuare gli antigeni del batterio nelle feci
  • Biopsia gastrica: durante un esame endoscopico è possibile asportare un frammento di mucosa gastrica danneggiata e analizzare in laboratorio il campione di tessuto.

Il test più utilizzato è il test del respiro, che viene ritenuto solitamente molto affidabile, di facile esecuzione e non invasivo.

Come si effettua la terapia eradicante?

La cura farmacologica più usata in medicina ufficiale è stata per anni la triplice terapia, che si esegue assumendo 2 antibiotici ad ampio spettro, con un farmaco per la riduzione dell’acidità gastrica.

Lo schema terapeutico classico è il seguente:

  • amoxicillina
  • claritromicina
  • omeprazolo o altro farmaco antiacido

La cura eradicante deve essere effettuata per circa 14 giorni consecutivi, per essere efficace nella maggioranza dei casi.

Oggi il grosso problema degli antibiotici sono le resistenze, cioè i batteri hanno imparato a difendersi dagli antibiotici a causa del loro eccessivo consumo.

In molti casi dopo la cura antibiotica il batterio è ancora presente.

Per questo motivo da qualche anno si esegue una terapia ancora più forte utilizzando altre sostanze ad effetto antibiotico come il bismuto, il metronidazolo e le tetracicline.

Occorre tenere presente che le reinfezioni da helicobacter sono piuttosto frequenti perché il batterio si può trasmettere facilmente tramite contatto diretto con alimenti o feci infette.

Il grosso limite della cura eradicante con antibiotici è quello di sottoporre il paziente ad una cura molto debilitante, distruttiva della flora batterica intestinale e talvolta senza garanzia di eradicare il batterio.

La gestione dell’ helicobacter pylori in medicina naturale

La medicina naturale sostiene da sempre che non sia opportuno sterminare il batterio con gli antibiotici, ma piuttosto di favorire il ripristino di un ambiente digestivo più sano.

Alla luce delle recenti scoperte scientifiche, l’helicobacter pylori non sembra essere più il nemico numero uno da debellare sempre con gli antibiotici, ma piuttosto attenuare la sua presenza patogena.

L’uso dell’antibiotico non fa altro che distruggere ulteriormente una flora batterica gastro intestinale già compromessa, con la vana speranza che eradicando il batterio scompaia la gastrite per sempre.

I dati scientifici dimostrano che questo non succede in molti casi e che peggiora il reflusso gastroesofageo.

Cosa fare subito per la cura naturale dell’helicobacter pylori ?

  • Ridurre l’uso eccessivo di antinfiammatori e analgelsici
  • Ridurre l’abuso di antibiotici laddove non sia strettamente necessario
  • Aumentare la qualità degli alimenti, riducendo il consumo di cibo non genuino
  • Ordinare la propria alimentazione per evitare il rischio di gastrite
  • Ridurre l’uso eccessivo di caffè
  • Evitare il consumo quotidiano di proteine animali
  • Risanare la flora batterica intestinale
  • Aumentare il consumo di fibre vegetali di frutta e verdura
  • Utilizzare in cucina le spezie
  • ridurre il livello di stress, che peggiora la gastrite e i suoi sintomi

Conclusione

Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano che la presenza dell’helicobacter nello stomaco è piuttosto normale. Non deve quindi sempre allarmare la sua presenza. La maggior parte delle persone soffre di una lieve gastrite con sintomi digestivi più o meno evidenti.

Agendo sullo stile di vita è possibile limitare la crescita dell’helicobacter pylori e il suo effetto nocivo.

Come tutti i batteri, l’helicobacter può proliferare in modo eccessivo se persistono condizioni non salutari nel sistema digestivo.

Nel caso dello stomaco occorre agire subito con una alimentazione più equilibrata e riducendo l’ abuso di farmaci.

Puoi iniziare a farlo leggendo il report gratuito sulla gastrite: “Tutta la verità su cibo e farmaci”.

La presenza eccessiva dell’helicobacter pylori pare quindi essere una conseguenza iniziale di una gastrite trascurata e non la sua principale causa scatenante.

2 commenti

  1. Daniele B.

    7 mesi fa  

    Buonasera ,dopo avere fatto una gastroscopia che ha rilevato gastrite antrale cronica e un’ulcera al duodeno e la presenza di helicobacter ho iniziato una prima cura antibiotica di prima linea andata purtroppo poco bene ..dopo due mesi ho tramite il test del respiro il batterio era ancora presente .
    Attualmente ho quasi finito la cura con il farmaco pylera associato a omeoprazolo e a fermenti lattici .
    La lettura di questo articolo però mi ha allarmato .
    È quindi stato un errore sottopormi a queste cure antibiotiche ?
    Ma sopratutto cosa dovrò fare in futuro ?
    Tengo presente che sono un ragazzo di 36 anni ,sportivo e con una discreta alimentazione con sgarri e somministrazione di alcolici quasi solo nei week end .
    La ringrazio per una eventuale risposta .
    Daniele


    • Pierluigi Caramagna

      7 mesi fa  

      Buonasera Daniele, non deve allarmarsi. Nel suo caso le hanno riscontrato un’ulcera duodenale e quindi era corretto procedere con l’eradicazione. Ora è importante capire se i suoi sintomi regrediscono oppure no. Tenga presente che il batterio trova terreno fertile in un ambiente digestivo intossicato, non è solo un discorso di alcolici. Dia un’occhiata al report gratuito, ci sono alimenti che devono essere eliminati il più possibile.


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